Poesia dell’8 marzo 2005

Si lotta per errore, per destino o per caso: succede così.

Il tempo del risveglio è assai lontano, almeno quanto

arrivare a domattina senza male al collo, senza vuoto

dentro. Non ricordi? Te lo ripeto adesso:

“per tutta la bellezza io mai mi perderò

ma per un non so che, che si trova per caso”.

8TH March 2005

You fight by mistake, for destiny, or by chance:

that’s how it happens.

The time of reawakening is still far, at least

Get to tomorrow morning without aches in the neck,

without emptiness inside.

Don’t you remember? I will tell you again, now:

“For all the beauty of the world

I will never lose myself ,

but for a who knows what,

which you find by chance”.

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Fila d’attesa

Marco stava lì fuori ad aspettare da un’ora: davanti a lui attendevano in piedi altre duecento persone, era mezzogiorno, caldissimo, sul campanile luccicava una croce di metallo.

Si scatenò una rissa, chi spintonava, chi resisteva, chi si infilava. La fila si ricompose solo all’urlo di una sirena, un vecchio era svenuto. Arcigni militari di leva passeggiavano ai lati della fila, mantenevano l’ordine, brandivano manganelli.

Marco pensò che per le tre ce l’avrebbe fatta, poi sarebbe corso a casa per guardare la partita alla televisione, c’era l’ultimo derby per il campionato delle tre confederazioni, bisognava non perderne l’inizio. Improvvisamente piombarono le nuvole, si alzò il vento, Marco sperò che non piovesse, invece cominciò. Come lui tutti quanti se la presero contro il tempo dispet­toso, erano sudati, si bagnarono come pulcini.

Alle tre in punto toccò il suo turno: finalmente l’attesa era pre­miata, Marco si dispiaceva solo che altri due o tre vecchi fossero svenuti nel frattempo e alcuni bambini avessero desistito per la fame, il sole a picco e poi la pioggia.

“Allora, Marco, ecco un po’ di zuppa anche per te!” sospirò il prete esausto “E un po’ di pane. Portalo dai tuoi”.

Marco s’infilò il pane in tasca, sorbì la zuppa avidamente e corse a casa. Erano già tutti alla televi­sione. Invece della partita c’era il telegiornale a reti unite, tutte e quarantotto le emittenti trasmettevano la stessa cosa, perfino il canale 36 era occupato.

“Il Capo dello Stato e Primo Ministro ha ottenuto la reiterazione della carica dal Parlamento per altri otto anni. Nel proclama alla Nazione annuncia un altro milione di occupati in più per il pros­simo anno”.

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Resistenza

Non so che cosa dirti, se è poi vero

che un giorno arrivasti da me.

Io stavo ad aspettare una persona,

il tempo passava e lei non veniva.

Era la stagione delle ginestre,

quando non andavo mai a dormire e

a sera studiavo inglese, francese,

telefonavo agli amici: era fresco.

Passammo insieme un’ora, una serata,

tutte le ore che ci separavano

dalla fine di quegli anni settanta;

vorrei vedere la casa di fate

che mi mostrasti al principio degli anni

duemila, a quei tempi l’aria cambiava.

Così come quando, a sera

le gocce della pioggia sulle pozze

battono piano, scintillano, sprizzano

alla fine di una giornata torrida.

Qualcosa sta avvenendo, non so cosa.

Così vanno le cose, i giorni, gli autobus,

le stazioni, le canzoni, le diete,

i santi, le preghiere e gli indirizzi

delle mie nuove caselle elettroniche.

Comunicare è un gioco, un perditempo,

il vuoto di un istante mentre penso –

Nel mentre che ti aspetto dentro l’auto

vedo la gente che entra nei bar,

compra il giornale, si manda messaggi.

Resistere è un dovere, è un amore,

un giorno verranno tempi migliori.

Resistance

I don’t know what to tell you, if it’s true

That one day you came to me.

I was waiting for someone,

Time passed and she didn’t come.

It was the broom season,

When I never went to bed and

At night I studied English ,French

I phone friends: it was fresh.

Together we spent a hour, an evening,

All the hours that separated us

From the end of the 70’s;

I’d like to see the house of fairies

You showed me at the beginning of the years 2000,

at that time things changed.

Just like when, in the evening

Drops of rain in puddles

Fall slowly, sparkle, spurt

At the end of a scorching day.

Something was happening, I don’t know what.

That’s how things go, days, buses,

Stations, songs, diets,

Saints, prayers and addresses

of my new e-mail.

Comunication is a game, a pastime,

The emptyness of a moment while I think - while I wait for you in the car

I see people go into the bar,

Buy a newspaper, send messages.

To endure is a duty, a love,

One day - better times will come.

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Climbing on

La scalata si preannunziò faticosa come previsto, *** era determinatissimo - armato di viveri, chiodi, mar­telli, piccone, funi, catene - *** guardava il cielo fucsia amianto, si arrampicava.

“Ce la devo fare a tutti i costi” ripeteva tra i denti, deciso “Farò le foto con l’autoscatto, i giornali devono parlare di me. Mi faranno le interviste!”

*** si aggrappava accanitamente lungo la parete grigia e rossa, vi scivolavano le mani, la superficie si restringeva progressivamente, l’aria diventava irrespira­bile, l’ossigeno diradava, gli scarponi poggiavano a fatica sugli ultimi anelli di metallo.

Mise in fallo un piede, per un secondo volteggiò in aria, cadde, le funi lo trattennero, spenzolava paurosa­mente, a fatica ritornò in posizione eretta, dondolò come in un’altalena, allargò le braccia, abbrancò la parete, il muro era tiepido.

Tra dense ondate di fumo e vapore giunse alle vetta. A quel punto si legò con tutte le forze a un appi­glio che sporgeva, le funi tiravano, arrotolate più volte, strinse le catene at­torno a sé. Guardò di sotto:

“Domani la fabbrica non deve chiudere!” urlò con quanta più voce aveva in corpo “Non scenderò più dalla ciminiera!”

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Storia d’Italia

Ci sono i consiglieri extracomunitari,

affiancano il consiglio comunale e i quartieri.

Non hanno diritto di voto ma di parola.

Hanno diritto a un rimborso, ci sono le elezioni.

Ma la stagione delle libertà è lontana a venire:

il cosiddetto patchwork anche noi lo facevamo

(gli avanzi dei gomitoli di lana…), ogni donna

componeva un quadrato, era venti per venti,

così era il vestito di Arlecchino, così la storia d’Italia.

Non piove mai in questa città di pianura

(ho un’amica d’oro, di lei mi posso fidare ad occhi chiusi)

quando poi amerò sul serio? in alto in alto -

Questo vento di tramontana porta via alberi e persiane

rotolano i cassonetti sui viali, i semafori si piegano –

scaccia gelosie e cattivi pensieri, anche nostalgie

History of Italy

There are non - European ìmmigrant councillors,

They support the town council and the districts.

They don’t have the power of vote but of word.

They have the right to a reimbursement, there are the elections.

But the season of freedom is far from coming:

Also we made the so - called patchwork

(left - overs from balls of wool…), every woman

Made a square, it measured twenty by twenty,

That was Harlequin’s suit, that is the History of Italy.

It never rains in this city on the plain

(I have an excellent friend, I can trust her with my eyes closed)

When then will I really love? Higher higher -

This North wind carries away trees and blinds

Rolling rubbish bins along the roads, the traffic lights bend -

It chases away jealousy and bad thoughts, even nostalgia

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Benvenuti a tutti. Sono Paolo Ragni, da vari anni impegnato per la pace.
Per conoscermi meglio vi invito a visitare intanto il sito www.paoloragni.eu.
A presto.

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