Vita

Paolo Ragni è nato a Firenze nel 1957. Si è laureato in Scienze Politiche a Siena con una tesi sulle riviste fiorentine del Primo Novecento. All’inizio delle sue pubblicazioni, ha avuto subito all’attivo, oltre ad una trentina di articoli di carattere economico genericamente culturale, un primo romanzo edito intitolato “Leggenda per Ognissanti” (Hellas, Firenze 1987). Questo breve romanzo, ambientato ai tempi della guerra goto-bizantina, è il classico testo di formazione / iniziazione e non è difficile trovare in Hesse un riferimento pressoché obbligato. Con questo ha ottenuto una decina di recensioni su quotidiani e riviste specializzate,oltre ad alcune trasmissioni radiofoniche di Raidue (lettura, intervista, radiodramma), nonché primi premi. Ha pubblicato poi un’ottantina di racconti su varie riviste italiane (Achab, Alla Bottega, Ellin Selae, Il Banco di lettura, Ilfilorosso, Il Grandevetro, Il Rinnovamento, Oltre, Pietraserena, Silarus, etc). Recentemente, molta parte delle sue pubblicazioni è reperibile sul web (Ulisse, Solotesto etc).
Ha ottenuto riconoscimenti a una sessantina di premi (Stresa - Isola Bella, Mer, C’era una volta, Lerici Golfo dei Poeti, Arquà Petrarca, Piaggia, Il Prione, La fine del mondo - Avvenire, Serra International etc.), tra cui alcuni primi premi. Della sua opera hanno parlato riviste di cultura e politica (Ellin Selae, Storie) oltre che di studi storici (Quaderni Medievali). Ha pubblicato inoltre alcuni saggi e lettere, ha ottenuto letture a biblioteche pubbliche.
Si è occupato di letteratura giovanile, con particolare riguardo alla narrativa storica. A tale proposito ha recentemente pubblicato tre romanzi storici per ragazzi scritti a cavallo tra gli anni 80 e 90: “I ragazzi dell’alchimista”, “Le bianche insegne di Gengis” e “Merlino, il figlio del Diavolo”, per Michele di Salvo Editore.

In definitiva, l’evoluzione artistica può essere sinteticamente descritta in questo modo.
Da principio Paolo Ragni ha avuto un periodo “storico e mitico” nel corso degli anni Ottanta; questa fase è culminata nel grosso romanzo “L’ultima estate a Famagosta”. Tale romanzo, ancora inedito, è in realtà una complessa sintesi tra gli studi medievali e le tematiche pacifiste contemporanee. L’articolatissima struttura del testo, i cui vari livelli di lettura rendono il romanzo un attento gioco di scatole cinesi, fa pensare ad un altro dei numi tutelari di Ragni, l’ E.T.A. Hoffman del Gatto Murr. In seguito ha scritto agili romanzi per ragazzi puntando da un lato alla massima verosimiglianza storica e dall’altra ad un gusto favoloso e divertito, non privo di riferimenti mistici, orientali ed esotici.
Verso la metà degli anni 90 Ragni ha abbandonato improvvisamente la storia ed il mito e si è indirizzato verso racconti di carattere fantastico, di protesta civile e ambientazione contemporanea. La breve collana di racconti “Scandisk”, integralmente edita su varie riviste, è il più cospicuo esempio di una scrittura nervosa e surreale, lontanissima da quanto scritto in precedenza e vicina, forse, al visionario Parise dei Sillabari.
Dopo questa immersione in un mondo aggressivo e reale come i sogni di Kafka, Ragni è passato all’ultima fase della sua produzione, più riflessiva ed evocativa, indifferentemente narrativa o poetica. Alla narrativa appartiene il breve romanzo inedito intitolato “Il vento in si minore”. Questo romanzo riprende la difficile struttura del precedente romanzo “L’ultima estate a Famagosta” ma la disarticola ulteriormente in una intelaiatura così sottile da lasciare vasti spazi di silenzio.
Alla poesia appartengono invece le due raccolte, parzialmente edite anche sul web, intitolate “Parcometri” e “Dismissioni”. Tale attività lirica, un tempo del tutto assente in Paolo Ragni, in realtà sta assumendo un peso sempre maggiore, vista la crescente dilatazione del materiale tematico verso confini strutturali sempre più incerti. La sua terza collana di poesie, intitolata “Si vive si lotta e si lavora” rappresenta una netta evoluzione nella sua poetica: si tratta di testi, come si diceva una volta, più “impegnati”, di protesta più vivace e testimonianza più diretta. Però, parallelamente, nella stessa collana sono presenti sezioni di spiritualità (Poesie trascritte in tempo di Quaresima) e d’amore (Rosa Tutte le Rose). Dagli ultimi cinque anni Ragni compone indifferentemente in poesia o in prosa; a questa seconda attività appartiene in particolare una buona quantità di racconti brevi. Ha inoltre appena completato (febbraio 2008) un romanzo che si può definire di fantascienza, ambientato in un prossimo futuro. Sempre più importante infine la sua attività di documentazione di percorsi poetici in Italia.

Una Risposta a “Vita”
  1. sergio ragni scrive:

    non avevo ancora visto la nuova versione del tuo sito
    SERGIO

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